utente anonimo in Campionato. Tiriamo ...
utente anonimo in Campionato. Tiriamo ...
LibertyFighter in Grave errore esclude...
utente anonimo in Grave errore esclude...
utente anonimo in Grave errore esclude...
LibertyFighter in Grave errore esclude...
utente anonimo in Grave errore esclude...
utente anonimo in Grave errore esclude...
LibertyFighter in Grave errore esclude...
LibertyFighter in Grave errore esclude...
A Conservative Mind
Americani contro le tasse
Astrolabio
Azione Umana
BlacKnights
Con gli occhi e con il cuore
FATTI D'EUROPA
Freedom To Fascism
Ideas Have Consequences
Il bosco dei cento acri
La mia destra
La voce del gongoro
LEXI AMBERSON
Libertari
MaurizioSat
Parbleu!
Prima di parlare di Pinochet...
Rivoluzione Italiana
Robinik
RoundHouse Kicks
Sarcastycon
Snow Crash
The Bear's CrossRoads
Ventinove Settembre
Xiaodong People
oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
acqua
ambientalismo
berlusconi
calcio
capitalismo
cinesi
codice della strada
cronaca
diritti
droga
economia
energia
eurss
famiglia
fiat money
globalizzazione
inflazione
interventisti
islamismo
kgb
libertÃ
libri
link
matematica
mitrhokin
moneta
multe
napoli
olimpiadi
olocausto
omosessuali
oro
petrolio
politica
politically correct
positivismo
prezzi
religione
ristoranti
roma
sanitÃ
satira
scienza non ufficiale
scuola
sindaco di roma bastardo
socialismo
statali
storia
tasse
vaticano
visitato *loading* volte

Come ormai usanza, scrivo un articolo dedicato al campionato italiano di calcio, il giorno della sua chiusura.
Dopo diciannove anni, l'Inter vince lo scudetto. Meritatamente, almeno fino a gennaio, quando aveva letteralmente ammazzato il campionato. Avrebbe meritato di perderlo per come ha giocato nella seconda parte, e per come ha dilapidato alla sua maniera l'enorme quantità di punti di vantaggio.
Si è ripreso all'ultima giornata, grazie a quell'unico fenomeno che si ritrova ad avere: Ibrahimovic.
E' interessante notare come tifare inter sia un must del giornalismo italiano. Ieri a “Quelli che il calcio”, praticamente tutti gufavano Roma. Eppure, a conti fatti, la Roma avrebbe meritato anch'essa lo scudetto. Ma sarà il bel sorriso di Moratti, il ciuffo cacio e pepe di Mancini, tutti a tifare Inter.
E tutti a ribadire un inesistente terzo scudetto consecutivo.
Dove il primo lo han vinto ad una partita di tressette. Il secondo, con il gratta e vinci, stile “ti piace vincere facile?” , avendo penalizzato tramite il loro uomo Rossi, tutte le possibili pretendenti al titolo, la vittoria è stata una farsa.
Ma sempre meglio di quello dell'anno prima, dove sul campo erano arrivati terzi.
Questo è il primo scudetto che l'Inter vince giocando a calcio, fra suoi pari.
E' interessante notare anche il bis-pensiero giornalistico. Ho letto che Ibrahimovic avrebbe vinto in Italia 4 scudetti. Due con la Juve e due con l'Inter. Si ammette implicitamente che gli scudetti assegnabili all'inter siano solo gli ultimi due. E che l'altro, quello della farsa di calciopoli, fosse stato vinto dalla Juventus. Con Ibrahimovic.
Benché abbia vinto il campionato, l'Inter rimane la squadra che rispecchia la società di Moratti, approssimativa, sgarbata e piena di sé. La pena che riesce tutti gli anni a fare in Champions League ne è la prova.
Libertyfighter spera che Moratti ceda al più presto la società, per poter tornare a vedere l'Inter amministrata da gente seria.
Per adesso, mi limito a fare i complimenti per uno scudetto finalmente vinto sul campo e ad armi pari.
Dal canto suo, la Roma dovrebbe prendersela con se stessa, piuttosto che reclamare sugli “aiutini” avuti dall'Inter. Vizio che i romanisti han sempre avuto, dai tempi di Turone, assieme agli interisti, che per una volta si ritrovano sul banco degli accusati. Ma queste recriminazioni, a meno di colpi di stato stile Guido Rossi a capo della FIGC, lasciano il tempo che trovano. La verità, come sempre è stato, che la Roma lo scudetto lo ha perso sul campo, pareggiando con il Livorno, perdendo col Siena, non riuscendo mai a vincere gli scontri diretti con L'Inter.
Ma la cultura della sconfitta, come dimostra la Juventus, è dura da digerire in Italia, dove tutti sono abituati a gridare allo scandalo quando perdono, e mettere le mani avanti sulla regolarità quando e se vincono.
Vedremo se la Roma riuscirà a prendersi una parziale rivincita in Coppa Italia.
Veniamo alla Juve. Se ancora ce ne fosse bisogno, ha dimostrato di essere sempre Lei. Quella degli scudetti come ciliegie. Quella che ammazzava i campionati prima di Guido Rossi. Dopo aver vinto un Mondiale con metà dei titolari nella nazionale italiana, dopo aver vinto in scioltezza il campionato di serie B e la relativa classifica marcatori, la Juventus da neopromossa centra la terza piazza. Si toglie la soddisfazione di aver battuto l'Inter, la Roma ed il Milan, va ai preliminari di Champions League.
Dimostra ancora una volta che ha sempre vinto per meriti propri.
Basta dare una occhiata alla classifica marcatori.
Del Piero
Trezeguet
Borriello
Ibrahimovic
Mutu
Quattro dei primi cinque cannonieri dell'attuale serie A, militavano nella Juventus di Capello. Aggiungete 5 campioni del mondo (Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Del Piero), un pallone d'oro e tre vicecampioni (Vieirà, Trezeguet, Zebina), e senza l'aiuto di Rossi o di Moratti, capirete perché quella squadra vinceva.
Discorso a parte merita Del Piero, che quest'anno ha convinto tutti. Non si ode più una voce fuori dal coro nell'idolatrare questo campione. Incredibile come l'Italia sia il paese delle banderiuole. Non si odono ammissioni di colpa per coloro che per anni lo han descritto come finito. L'Italia è così. Prima 40 milioni di fascisti, poi 40 milioni di antifascisti, poi 40 milioni di antidelpiero, adesso 40 milioni di delpieristi, da sempre.
Del Piero ha la quasi certezza di andare all'Europeo. Ha la possibilità di incidere pesantemente sulla Nazionale. E se la portasse alla vittoria, avrebbe la concreta possibilità di centrare l'unico obbiettivo che gli manca nella carriera. Il pallone d'oro.
Le mie sincere congratulazioni vanno alla Fiorentina. Che alla faccia di chi dice che il campionato è falsato perché vincono sempre i soliti, costringe un pessimo Milan alla coppa Uefa, e si ritaglia uno spazio per i preliminari di CL. Una squadra giovane, con talenti certi (Montolivo, Pazzini, Gamberini,Mutu) e potenziali (Santana, Osvaldo), allenata da un ottimo allenatore. E l'unica che abbia battuto sonoramente la mia Juventus, senza errori arbitrali evidenti (Napoli e Reggina), o enormi dosi di buona sorte (Palermo).
Ha avuto il coraggio e la determinazione per provare a vincere la coppa Uefa, che probabilmente avrebbe portato a casa se fosse arrivata contro i russi.
Chapeau.
Il Milan deve cogliere l'occasione per rinnovare il pacchetto arretrato, e comprare qualche rincalzo decente. Ha inoltre l'occasione di vincere la coppa Uefa, alla quale non partecipa da tanto e che credo non abbia mai vinto.
Sul fronte retrocessioni invece, non ho trovato per nulla elegante la salvezza del Catania. Il fatto che ormai l'Inter avesse vinto, avrebbe dovuto stimolare i romanisti intanto a rimanergli attaccati, piuttosto che a 3 punti, poi a terminare un campionato con onestà, senza regalare la salvezza al Catania. Per rispetto dell'Empoli, che aspettava proprio il risultato della partita. Niente di doloso, per carità. I catanesi avevano tante motivazioni. I romani nessuna più. Però il “tirare i remi in barca” è stato evidente e molto indelicato.
In attesa del prossimo campionato, che vi anticipo che NON vincerà l'Inter, rinnovo i complimenti ai campioni d'Italia.
Il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti, ha annunciato che nel primo consiglio dei ministri ci sarà l’abolizione integrale dell’ICI sulla prima casa. Me ne compiaccio. Purtroppo però lo stesso ministro si è affrettato a dire che , naturalmente, saranno escluse dal provvedimento le ville ed i castelli.
E di questo invece me ne dolgo.
Forse perché fa chic scimmiottare la sinistra, forse per evitare le facili critiche sulla villa del Cavaliere, forse per non passare per leggi a favore dei ricchi, il centrodestra sta per compiere un grave, gravissimo errore politico e strategico.
Lo scopo di questo articolo è cercare di scongiurare il pericolo che, per un briciolo di demagogia in più, una riforma liberale importante per l’Italia venga vanificata.
C’è da notare innanzi tutto che l’abolizione dell’ICI, oltre ad avere un significato economico, ha un molto più importante significato politico. Si riconosce, anche se limitatamente alla prima abitazione, l’effettiva proprietà privata di una casa. Non più un “affitto dallo stato”, ma un reale possesso del cittadino.
Il PDL, con questa riforma vorrebbe dire ai cittadini che è un loro diritto farsi una casa, è loro diritto possederla, e non è diritto dello Stato guadagnare sulle proprietà altrui.
Politicamente l’abolizione dell’ICI pone le basi per un progressivo smantellamento delle imposte peggiori mai inventate. Le tasse sulla proprietà. Retaggio di quelle dottrine Marxiste e di quei regimi comunisti che tanto male han fatto al mondo, e che per la prima volta abbiamo il piacere in Italia di non contemplare più in parlamento.
Se il PDL invece di eliminare l’ICI e basta, si mette a fare dei distinguo sulla metratura, sulla posizione, su come è strutturata la casa, tutta la valenza politica del provvedimento va a farsi benedire. Non è più vero che i cittadini hanno diritto a possedere una casa. Ma solo una casa di una grandezza, in una posizione, del tipo deciso dal governo in carica. Le altre verranno tassate. Non assume più il significato di abolizione di una tassa di proprietà, ma soltanto di una effimera boccata di ossigeno per i contribuenti. Senza alcuna valenza sociale.
E questo è grave. E’ grave perché non crea la consapevolezza liberale di cui l’Italia ha estremo bisogno. Non si distacca dal pensiero sinistro dominante, quello per cui alla fine, è lo stato che è il padrone di tutto, e lo è legittimamente. Non è un’eliminazione di barriere. Ma soltanto un riposizionamento.
E’ poi grave anche dal punto di vista strategico. E qui mi ricollego all’espressione “effimera” usata poc’anzi.
La definizione di villa è una definizione soggettiva e suscettibile di cambiamenti. Chi ci assicura che un futuro governo “tassa-centrico” non reintroduca l’ICI semplicemente modificando la definizione della stessa? Basta definire villa ogni casa isolata con più di 100 mq, ed ecco che in un battibaleno, l’ICI rientra dalla finestra.
Cosa che sarebbe molto più complessa ed impopolare se dovesse introdurre esplicitamente una nuova tassa sulla prima casa.
D’altra parte, escludendo castelli e ville, il governo quanti soldi risparmia? Sicuramente una quantità infinitesima, perché in caso contrario vorrebbe dire che NON sta togliendo l’ICI agli italiani, ma solo ad una parte, neanche tanto preponderante, degli stessi.
Non mi sembra proprio il caso che per quattro spiccioli ed un pò di demagogia filocomunista, si getti via la possibilità di incidere realmente sul futuro liberale di questa nazione.
Il signor Visco, ieri ha deciso di sputtanare gli affari privati di tutti gli italiani, mettendo online tutti i redditi dichiarati dei cittadini. Facendosi beffe delle leggi sulla privacy e sapendo che tanto la sua carriera politica sarebbe ugualmente terminata, si è vendicato sull'Italia che non ha voluto apprezzare la sua politica di tirannia e vampirismo fiscale.
Il gesto è scabroso e pericoloso.
E' scabroso, perché non si capisce il motivo per cui ogni italiano deve sapere quanto un altro italiano dichiara al fisco. Si può discutere, e io non sono daccordo neppure su questo, se il Fisco debba conoscere i miei guadagni. Sicuramente però il mio vicino di casa non può avere questo diritto.
Ma ancor di più è pericoloso, perché da libero accesso a qualunque malintenzionato che voglia sapere CHI colpire e quanto può ottenere da questi gesti.
Estorsioni, rapimenti, furti, rapine in villa, saranno molto più facili adesso, perché benché le dichiarazioni dei redditi non fossero propriamente private , le richieste di accesso in precedenza dovevano almeno venir vagliate.
Adesso no.
Adesso, grazie a Visco ogni persona può spiare il vicino di casa, ogni malfattore può progettare i propri furti direttamente dal PC di casa.
Il garante della privacy si è mosso appena, a detta di lui, ha saputo la cosa ed ha bloccato il sito. Ma ormai il danno era stato fatto. Internet, come ho avuto modo di dire più e più volte, è molto più veloce della politica. E grazie ad Emule, ormai quelle dichiarazioni, almeno per le città più importanti, sono e saranno a disposizione di tutti.
Sarebbe giusto adesso incarcerare Visco e sottoporlo almeno al 41bis, sarebbe opportuno pignorargli anche le mutande e distribuirle a mo di risarcimento ai cittadini ingiustamente messi alla berlina.
Se Bossi ha davvero i fucili, questo sarebbe il momento di usarli. 300000 fucili, tutti contro Visco, fino ad ottenerne brandelli talmente piccoli che solo l'aspirapolvere potrebbe donargli la sepoltura.
Aggiungerei inoltre che non è il caso di chiedere risarcimenti allo Stato, ma SOLO a Visco e i suoi sodali, in quanto è impensabile che il leviatano paghi per tutti i cittadini senza prima prelevare i soldi dagli stessi.
Invece, con una azione di massa, potremmo almeno farla pagare al SUPREMO BASTARDO.
La cosa che però mi sconvolge di più è che la popolazione italiana NON HA BEN CHIARA LA FACCENDA.
Infatti, i sondaggi effettuati dal Giornale e da Repubblica, danno opinioni piuttosto incerte. Gli elettori del CDX danno un incredibile 60 a 40 per il NO, mentre gli elettori di CSX danno un altrettanto incredibile 70 a 30 per il SI.
Sinceramente mi aspettavo una maggiore intelligenza da parte di tutti gli italiani. Segno evidente che la distinzione tra giustizia e legalità non è ancora ben chiara, segno che, parafrasando Bastiat, la capacità di intuire quello che non si vede, è veramente minima.
Possibile che una gran parte degli italiani trovi lecito un clima di delazione pubblica stile Orwell?
Possibile che nessuno si renda conto dei conflitti sociali che una tale prassi può provocare?
Possibile che gran parte degli italiani non veda l'ENORME violazione della privacy che in altri campi viene ostentata a gran voce?
Ricordate per caso Prodi incazzato come una iena perché qualcuno sbirciò la sua dichiarazione dei redditi? E avete per caso dimenticato che lo stesso Visco decise di aprire una inchiesta sul caso?
Ricordate per caso l'operazione delle Iene che scoprirono il parlamento drogato, bloccato anche questo a causa della privacy?
Adesso? Tutto dimenticato?
Adesso che sono i NOSTRI culi messi alla berlina da un figlio di troia governativo, c'è anche CHI trova giusto che chiunque possa conoscere la condizione patrimoniale di tutta l'Italia???
Volete veramente essere controllati non solo dallo Stato ignobile e tiranno, ma da un qualunque pinco pallino???
Italiani, vi prego svegliatevi.
Ieri, incredibilmente, dopo 15 anni di dominio comunista Roma, la capitale, la mia città ha cambiato colore. I sintomi c'erano tutti, benché la mia fiducia in un cambiamento, prima del ballottaggio fosse nulla. Ho sempre avuto paura del sistema di potere instaurato dalla sinistra in una città che vive pesantemente di pubblica amministrazione e di clientelismo. Ed arrivi a pensare che certe cose non cambino mai.
Invece, anche i romani si sono smaronati della politica cattocomunista e buonista della sinistra italiana.
Il neo sindaco Alemanno non è affatto tra i miei favoriti, e l'ho sempre dichiarato. Non è liberale, si impergola sempre in discorsi di "destra sociale" che poco hanno di differente dal socialismo di sinistra, e non è dotato di un forte carisma.
MA ad Alemanno bisogna riconoscere che dopo la sconfitta con Veltroni ha continuato a star vicino alla città di Roma, organizzando l'opposizione e facendosi continuamente sentire a Roma.
Quasi che immaginasse che prima o poi avrebbe avuto una seconda occasione.
O forse, solo perché vuole veramente bene a questa città.
Questi due anni di gavetta gli han permesso di stravincere nel confronto con Rutelli, fermo a 8 anni fa e completamente digiuno delle tematiche della capitale.
I motivi che han portato alla faustissima sconfitta di Cicciobello Cicorione Rutelli sono molteplici. Ed è interessante valutarli, anche raffrontandoli a ciò che ipotizzano i vati sinistri, (quelli per intenderci che non ne azzeccano una).
Le spiegazioni che lorsignori danno alla devastazione, al tracollo, all'annichilimento della sinistra italiana e romana sono incomplete e a volte addirittura sbagliate. Come al solito.
E' senz'altro vero che ci sia stata una componente di deriva nazionale, è lampante che due anni di governo Prodi e TPS abbiano creato danni irreparabili e fatto perdere punti.
E' verissimo che la sinistra antagonista è andata al mare, e direi giustamente, visto che non si vede il motivo per cui una forza politica apertamente schierata contro il PD a livello nazionale, e da questo cannibalizzata, debba poi votare il candidato del PD al comune di Roma.
A tal proposito è interessante notare che stolti richiami alla compattezza in nome di un "fascismo di ritorno", a confronto del quale sarebbe meglio il PD, sono finalmente diventati inutili e addirittura patetici. Con buona pace dell'Unità.
Ma alla base di tutto c'è una serie di motivi che sono stati ignorati o sottodimensionati a mio avviso dai soloni dell' intellighenzia di sinistra nello spiegare la debacle.
L'ottimo PaxTibi pubblica sul suo altrettanto ottimo blog questa traduzione di un bellissimo discorso di Ron Paul, il candidato libertario (loro ce l'hanno) alla primarie repubblicane USA , nel quale si confuta la solita menata secondo cui il capitalismo ha fallito e l'interventismo statale si renderebbe vieppiù necessario.
Essendo un articolo di una perspicacia sconvolgente, lo riporto integralmente per facilitarne la lettura, ringraziando Pax per la diffusione dello stesso.
Mi riprometto di copiargli anche l'articolo contro le tesi Tremontiane scritto da Carlo Lottieri. :))
Invito tutti voi alla lettura ed ad un commento.
Di Ron Paul
Registro del Congresso - Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, 9 luglio 2002.
Oggi è un luogo comune politicamente corretto attribuire a quelli che vengono definiti gli eccessi del capitalismo per i problemi economici che affrontiamo, e particolarmente per la frode di Wall Street che domina i notiziari economici. I politici sono impegnati in una serrata campagna per presentare demagogicamente la questione mentre, naturalmente, non riescono ad affrontare la frode e l'inganno nei falsi in bilancio del governo federale – per i quali sono direttamente responsabili. Invece, la ciurma di keynesiani che guida lo show sfrutta l'opportunità per attaccare i mercati liberi ed ignorare la questione della moneta solida.
Così ancora una volta sentiamo il coro: “il capitalismo ha fallito; abbiamo bisogno di più controlli statali sull'intero mercato finanziario.” Nessuno chiede perchè i miliardi spesi e le migliaia di pagine di regole scritte dall'ultimo grande attacco al capitalismo negli anni 30 non hanno impedito le frodi e le truffe di Enron, WorldCom e Global Crossings. Tale fallimento di certo non può dipendere da una penuria di regole.
Ciò che si distingue per la sua assenza è un qualsiasi accenno al fatto che tutte le bolle finanziarie sono sature di esagerazioni, speculazione, debito, avidità, frode, di grossi errori nel giudizio di investimento, di disattenzione da parte degli analisti e degli investitori, di profitti di carta enormi, di convinzione che una nuova era economica è giunta e, sopra tutto il resto, di aspettative magiche.
Quando la bolla si gonfia, non ci sono proteste. Quando scoppia, il gioco della colpa comincia. Questo è particolarmente vero nell'era del vittimismo, ed è fatto su larga scala. Diventa rapidamente un problema filosofico, partigiano, di classe, generazionale e perfino razziale. Mentre evita la causa reale, tutte le accuse rendono difficile risolvere la crisi ed insidiano ulteriormente i principii su cui poggiano la libertà e la prosperità.
Nixon era nel giusto – almeno una volta – quando dichiarò “oggi siamo tutti keynesiani.” Tutta Washington è sincronizzata nel dichiarare che il troppo capitalismo ci ha portati al punto in cui siamo oggi. L'unica decisione che i pianificatori centrali di Washington prenderanno riguarda quali interessi particolari continueranno a trarre beneficio dalle montanti pretese di riforma. I vari interessi particolari presseranno pesantemente come gli investitori di Wall Street, le corporazioni, il complesso industrial-militare, le banche, i lavoratori, i sindacati, gli agricoltori, i politici e quant'altro.
Ma quello che non viene discusso è la reale causa e perpetrazione degli eccessi che si stanno dipanando ad un passo frenetico. Questa stessa risposta si presentò nei 30 negli Stati Uniti quando i nostri responsabili delle decisioni politiche risposero ad eccessi molto simili che si svilupparono e collassarono nel 1929. A causa dell'incapacità di allora di comprendere il problema, la depressione fu prolungata. Questi errori hanno permesso ai nostri problemi attuali di svilupparsi ad un grado molto più elevato. Considerate il fallimento nel cimentarsi con la causa della bolla degli anni 80, mentre l'economia del Giappone continua a languire al livello di recessione e di crescita zero, con il loro mercato azionario ad approssimativamente un quarto del suo picco di 13 anni fa. Se non facciamo attenzione – e finora non l'abbiamo fatta – faremo gli stessi errori che impediranno la correzione necessaria perché lo sviluppo economico possa riprendere.
Nei 30, era piuttosto popolare accusare del disastro l'avidità del capitalismo, della parità aurea, della mancanza di regolamentazione e della mancanza di un'assicurazione governativa sui depositi bancari. Gli uomini d'affari diventarono il capro espiatorio. Cambiamenti vennero fatti di conseguenza e l'economia sociale e di guerra venne istituzionalizzata. Il credito facile diventò il santo graal della politica monetaria, particolarmente sotto Alan Greenspan, “l'ultimo Maestro.” Oggi, malgrado la presunta protezione di questi programmi di governo costruiti nel sistema, ci troviamo in un caos più grande che mai. La bolla è più grande, il boom è durato più a lungo ed il prezzo dell'oro è stato sabotato deliberatamente come segnale economico. L'inflazione monetaria continua ad un tasso mai visto prima nello sforzo frenetico di spingere i prezzi delle azioni e continuare a gonfiare la bolla immobiliare, mentre evita le inevitabili conseguenze del credito facile. Tutto ciò avviene perché non siamo disposti a riconoscere che l'attuale politica sta soltanto preparando la scena per un enorme calo nel valore del dollaro. Tutti lo temono, ma nessuno vuole occuparsene.
L'ignoranza, come pure la disapprovazione per le restrizioni naturali imposte agli eccessi del mercato che il capitalismo ed un sano mercato impongono, induce i nostri capi attuali a rifiutare il capitalismo e ad incolparlo di tutti i problemi che affrontiamo. Se questo errore non verrà corretto ed il capitalismo verrà ancora più insidiato, la prosperità creata dal libero mercato verrà distrutta.
La corruzione e le frodi nelle pratiche di contabilità di molte aziende stanno venendo alla luce. C'è chi vorrebbe farci credere che questa è una parte integrante del capitalismo del libero mercato. Se avessimo un capitalismo del libero mercato, non ci sarebbero garanzie che una certa truffa non si verificherebbe. Quando accadesse, allora se ne occuperebbe l'autorità locale di applicazione di legge e non i politici nel Congresso, che hanno avuto la loro opportunità di “impedire” tali problemi ma hanno scelto invece di politicizzare la questione, usando l'occasione per promuovere le più inutili regole keynesiane.
Il capitalismo non dovrebbe essere condannato, poiché non abbiamo avuto il capitalismo. Un sistema capitalista presume una moneta sana, non dei soldi di carta a corso legale manipolati da una banca centrale. Il capitalismo presuppone contratti volontari e tassi di interesse determinati dal risparmio, non creazione di credito da parte di una banca centrale. Non è capitalismo quando il sistema è contagiato con regole incomprensibili per quanto riguarda fusioni, aquisizioni e vendite di azioni, insieme al controllo di salari e prezzi, al protezionismo, alle sovvenzioni corporative, alla gestione internazionale del commercio, alle complesse e punitive tasse corporative, ai contratti governativi privilegiati per il complesso industrial-militare, e ad una politica estera controllata dagli interessi corporativi e dagli investimenti stranieri. Aggiungete una cattiva gestione federale centralizzata dell'agricoltura, dell'educazione, della medicina, delle assicurazioni, delle operazioni bancarie e del benessere. Questo non è capitalismo!
Condannare il capitalismo del libero mercato a causa di una qualsiasi cosa che avvenga al giorno d'oggi non ha senso. Non c'è alcuna prova che il capitalismo esista oggi. Siamo profondamente implicati in un'economia interventista e pianificata che permette che grandi benefici vengano ottenuti dai meglio collegati politicamente di entrambi i partiti politici. Si può condannare la truffa ed il sistema corrente, ma deve essere chiamato con i suoi veri nomi: inflazionismo, interventismo, e corporativismo keynesiani.
Ciò che non è discusso è che il presente raccolto di fallimenti rivela che le distorsioni e le plateali menzogne derivanti dagli anni dell'orgia speculativa erano prevedibili.
In primo luogo, il Congresso dovrebbe studiare la truffa e l'inganno del governo federale nella contabilità, specialmente segnalando gli obblighi futuri quale la previdenza sociale, e come il sistema monetario distrugga la ricchezza. Quei problemi sono più grandi di qualsiasi cosa nel mondo corporativo e sono responsabilità del Congresso. Inoltre, è lo standard posto dal governo e dal sistema monetario che controlla ad essere le più importanti concause di tutto ciò che è oggi sbagliato a Wall Street. Laddove la frode esiste, è un problema statale piuttosto che federale, e le autorità statali possono far rispettare queste leggi senza alcun aiuto dal Congresso.
In secondo luogo, sappiamo perchè le bolle finanziarie accadono e la storia ci insegna che sono associate normalmente con la speculazione, il debito eccessivo, le promesse selvaggie, l'avidità, le menzogne e l'inganno. Questi problemi sono stati descritti da alcuni osservatori quando i problemi si stavano sviluppando durante gli anni 90, ma gli avvertimenti sono stati ignorati per un motivo. Tutti ci guadagnavano e nessuno si preoccupava, e coloro che ricordavano la storia vennero rassicurati dal presidente della Fed che “questa volta” una nuova era economica era giunta e di non preoccuparsi. L'aumento della produttività, si diceva, può spiegare tutto.
Ma ora sappiamo che, semplicemente, non è così. Le bolle speculative e tutte quelle di cui siamo stati testimoni sono una conseguenza degli enormi importi di credito facile, creati dal nulla dalla Federal Reserve. Essenzialmente non abbiamo avuto risparmio, che è una delle forze guida più significative nel capitalismo. L'illusione generata dai bassi tassi di interesse perpetua la bolla e tutto il male ad essa associato. E questo non è un difetto del capitalismo. Ci stiamo occupando di un sistema inflazionista ed interventista che produce sempre un'economia della bolla che finirà male.
Finora la valutazione fatta dall'amministrazione, dal Congresso e dalla Fed fa presagire il peggio per il nostro futuro economico. Tutto ciò che offrono è sempre la stessa ricetta, che non può in alcun modo aiutare. Tutto quel che fa è di guidarci più vicino al fallimento nazionale, ad un dollaro in rapido calo e ad un livello di vita più basso per la maggior parte degli americani, così come a minor libertà per tutti.
Questo è una brutta prospettiva che non deve accadere. Ma conservare il nostro sistema è impossibile se ai critici viene permesso di incolpare il capitalismo ed una politica monetaria sana è rifiutata. Più spesa, più debito, credito più facile, più distorsione dei tassi di interesse, più regole su tutto e più ingerenza straniera presto ci spingeranno nella molto scomoda posizione di decidere il destino del nostro intero sistema politico.
Se dovessimo scegliere la libertà ed il capitalismo, ristabiliremmo la parità aurea o ad una merce per il nostro dollaro. La spesa federale sarebbe ridotta, le imposte sul reddito sarebbero abbassate e non sarebbe imposta alcuna tassa sul risparmio, sui dividendi e sui guadagni in conto capitale. Le regolamentazioni sarebbero ridotte, le sovvenzioni di interessi particolari si interromperebbero e nessuna misura protezionista sarebbe consentita. La nostra politica estera cambierebbe, e riporteremmo le nostre truppe a casa.
Non possiamo dipendere dal governo per restituire la fiducia ai mercati; soltanto persone fidate lo possono fare. In realtà, la mancanza di fiducia nei quadri di Wall Street è sana perché è meritata e invita alla cautela. La stessa mancanza di fiducia nei politici, nel processo del bilancio e nel sistema monetario può servire come sano incentivo per la riforma nel governo di cui abbiamo bisogno.
I mercati si regolano meglio di come possano farlo i governi. Dipendere dalle regolamentazioni del governo per proteggerci contribuisce significativamente alla mentalità della bolla.
Queste mosse produrrebbero il clima giusto per liberare l'energia creativa necessaria semplicemente per servire i consumatori, che è il vero senso del capitalismo. Il sistema che alleva inevitabilmente il connubio corporazioni-governo vera causa del nostro attuale disastro continuo giungerebbe alla fine.
Non è stato il capitalismo a darci questa crisi di fiducia visibile oggi nel mondo corporativo. La mancanza di mercati liberi e di moneta solida lo ha fatto. Il Congresso ha un ruolo, ma non è un ruolo attivo. Il compito del Congresso è di togliersi di mezzo.
Oggi è la giornata mondiale dello spreco delle risorse economiche con la scusa dell'ambiente.
Tutti gli anni, il mondo si prodiga a gettare nel cesso finanziamenti pubblici con le scuse più disparate, in diversi giorni dell'anno, nei quali vengono indette inutili iniziative per accontentare i gruppi di pressione di turno.
Oggi è il giorno dell'ambientalismo. Pertanto, oggi i politici di tutto il mondo faranno conferenze in alberghi extralusso, pranzeranno in ristoranti di classe, mobiliteranno un sacco di personale, sprecheranno tonnellate di euro, per convincere noi che è cosa buona e giusta spegnere i led degli elettrodomestici per consumare meno energia, lavarci di meno per evitare di consumare acqua, pulirci il culo una volta a settimana per consumare meno carta igienica.
Siccome l'ambientalismo è un'altra menata finalizzata al drenaggio di risorse e alla redistribuzione del denaro da coloro che producono a coloro che non fanno un cazzo, e siccome tutte le tesi ambientaliste fanno ridere i polli, a patto di capire l'ABC della fisica, oggi io protesterò: consumando il doppio o anche il triplo di ciò che consumo il resto dell'anno.
Signori miei. Ci dicono che dobbiamo consumare meno acqua. Perché l'acqua è un bene prezioso, perché in Africa non ce l'hanno perché bla e bla e bla.
L'acqua NON si esaurisce. Il ciclo dell'acqua, che viene spiegato alle elementari, è infinito, perché l'unico modo che l'acqua ha di terminare è che la Terra perda la sua atmosfera.
Quando noi diligentemente evitiamo di "consumare" l'acqua nei nostri acquedotti, questa viene scaricata in mare. Non viene "conservata" o spedita in Africa. Viene buttata nel mare. E allora quale sarebbe il problema se prima la uso per lavarmi?
E poi perché gli stessi che ci OBBLIGANO ad usare acquedotti colabrodo perché non sono in grado di rifarli, ci vengono poi a dire che dobbiamo noi risparmiarla?
L'incitamento a consumare meno energia poi è ancor più risibile. La quota parte di surriscaldamento provocato dall'uomo alla terra è infinitesimale, come si confà ad una forma di vita che vive sulla pelle di un corpo di circonferenza 40000 KM. L'energia introdotta nell'atmosfera da una eruzione vulcanica è centinaia di migliaia di volte maggiore dell'energia consumata da interi popoli.
Il petrolio consumato soltanto dalle truppe cinesi per massacrare tibetani, o da truppe ONU per compiere operazioni in Iraq, Afghanistan, Libano etc, eccede di parecchi ordini il petrolio consumato da tutti i cittadini del mondo nelle loro vite private.
Ma costoro, oggi ci diranno che il mondo è in pericolo, che c'è l'effetto serra ed il surriscaldamento globale.
Che sono emerite puttanate che anche il mondo della scienza comincia a prendere con le molle.
Ma chiaramente, le notizie che finiscono sui giornali sono solo di quei pochi, conniventi dei politici, che appoggiano le tesi che aumentano l'interventismo e il peso della politica nella vita di tutti i giorni.
Con i soldi che verranno spesi oggi, tra banchetti, conferenze e concerti, pagati dai poveri tax producers di tutto il mondo, quante cose si sarebbero potute fare?
Quanta gente avrebbe, che so, potuto isolare meglio la propria casa e risparmiare così energia? (Risparmiare con l'unico obbiettivo di spendere meno sulla bolletta).
E poi, cominciamo a chiederci che cosa sia il progresso.
Perché se mio nonno non aveva il problema di doversi lavare poco, e se mio padre non si è mai dovuto ricordare di spegnere tutti i led di casa, mentre io, nel 2008, dovrei essere attento a queste cose, forse il mondo sta regredendo piuttosto che progredendo.
Non è progresso forse avere una maggior quantità di beni a più buon mercato? E l'energia, l'acqua, il carburante per autotrazione, non sono forse dei beni?
Allora, piuttosto che sprecare denaro per l'Earth Day 2008, i nostri politici ci stupiscano trovando una fonte alternativa al petrolio per l'autotrazione.
Una fonte che non mi imponga di montare le pale eoliche sul tetto della mia auto e di sperare che mantenga il vento....
Ci convincano, se ne hanno la possibilità (e non ce l'hanno), che sono utili a qualcosa.
Io, nel mio piccolo, vado ad accendere il condizionatore.....
Le elezioni politiche 2008 hanno impresso una notevole svolta al panorama politico italiano. Devo dire che nell'analisi pre-elettorale, anche io ho commesso un errore di valutazione sull'effettivo peso della coalizione di Ualter (ei fu) Veltroni. Ei fu, perché verrà trombato alla prima occasione.
Non mi aspettavo un risultato così eclatante. In compenso però, mi sento abbastanza orgoglioso, perché posso rivendicare alcuni “ve l'avevo detto”.
Avevo detto più volte che la tattica liberale dell'astensionismo per delegittimare i politici si sarebbe rivelata un buco nell'acqua. L'80% di affluenza al voto lo dimostra ampiamente.
Avevo detto che votare i piccoli sarebbe stato inutile.
Infatti né la Destra, né il PLI avrà un contributo che sia uno all'interno del nuovo parlamento. Mi dispiace per gli aficionados che han voluto così votare, ma sono felice che il loro voto non abbia procurato l'elezione di WWWeltroni.
Ma la notizia che mi provoca più giubilo è la completa scomparsa di comunisti dal panorama politico italiano. Potremmo aver sconfitto il comunismo anche noi, che abbiamo avuto il più potente PCI della storia occidentale. Certo, rimangono Dalema e i vari post del PD, ma la loro ideologia verrà progressivamente annacquata da idee più moderate (e comunque sbagliate) della socialdemocrazia Pdiina.
Sono contento per Boselli. Sono contento per Bertinotti, Diliberto, Mussi, Pecoraro Scanio, Giordano e tutti i residuati bellici post rivoluzione russa che ci ritrovavamo.
Aggiungendo alla scomparsa del comunismo la scomparsa del fascismo, posso dire che già questa è una prima vittoria liberale in Italia.
Adesso, è necessario che il nuovo governo eviti che questi mentecatti inaugurino una nuova stagione del “terrore” nelle piazze, tornando alle P38 e agli omicidi in strada.
Non credo però che sia un problema per un governo normale impedire tutto ciò.
Sul fronte CDX c'è da rilevare la nettissima affermazione della Lega, cosa che fa ugualmente ben sperare sul fronte del federalismo.
Federalismo che non può portare altro che un maggiore liberalismo, perché come ci insegna la scuola austriaca, un maggiore decentramento dei poteri implica necessariamente un minor soffocamento burocratico e fiscale. E' più facile cambiare regione che cambiare stato.
Certo, le idee protezioniste in alcuni ambiti economici, sia della lega che di Tremonti, mi spaventano. Conto però che di fronte alla realtà, le sparate elettorali dovranno essere ridimensionate a più miti consigli.
Sul fronte Berlusconi, c'è da dire che con buona pace dell'antiberlusconismo militante, Silvio passerà alla storia. Ne approfitto per dire ai concittadini sinistri di mettersi il cuore in pace perché quest'uomo diverrà presidente della Repubblica dopo Napolitano. Se ne facessero una ragione.
Altro motivo di giubilo il risultato di Casini. Benché abbia avuto un forte ridimensionamento, è riuscito a resistere e si trova ancora in parlamento. E' quello che quest'uomo voleva, e si spera che faccia una opposizione normale, visto che condivide praticamente tutto il programma del PDL ad eccezione del leader.
Meglio lui che altri (leggi SA, PD)
Come avevo ampiamente previsto, la mossa di Fini, di sottomettersi al carisma di Berlusconi ha pagato la sua parte politica e gli ha permesso di non fare la fine di Storace o dei comunisti. Ha salvato la sua carriera politica, dopo una stagione piena di errori.
Sul predellino aveva ragione Berlusconi.
Adesso, come già detto più volte, il nuovo governo dovrà dimostrare di avere le palle, e dimostrare di capire di economia, se vuole evitare la guerra civile e la disintegrazione dell'Italia.
Saranno importantissime le riforme economiche. Sarà importantissimo dare una svolta liberale all'economia.
Pagheremo sicuramente il dazio allo statalismo di riforme inutili come il bonus bebé o altre amenità. Ma se la sostanza sarà liberale, e riuscirà in prima battuta a farci riavere più soldi in tasca, ed in seconda battuta a modificare situazioni incancrenite nel lavoro, nell'istruzione e nella sanità, sarà un dazio accettabile per un paese che non ha mai camminato neanche un po' nella direzione liberale.
Il nuovo governo ha una enorme responsabilità, perché se toppa sarà l'ultimo. Dopo sarà rivoluzione. Per questo motivo mi auguro che Fini o chi per lui, veda un po' di smettere di fare caccia alle streghe sull'uso di droghe, e concentri le finanze destinate alle forze dell'ordine sui reati contro proprietà e persona. Che ne abbiamo tanti. Sarebbe anche opportuno limitare le missioni estere, non perché siano sbagliate tutte comunque. Ma perché non siamo certo in un periodo di vacche grasse dove i soldi ci avanzano, dunque sarebbe opportuno impiegarli per cose più urgenti (per noi italiani) che non la liberazione del Kaffiristan.
Veniamo al capitolo PD.
Devo riconoscere al cineasta romano, i suoi meriti. Ha cannibalizzato tutta la sinistra antagonista ed ha aperto la strada ad una possibile opposizione normale. Mi piacerebbe che i punti liberali (la detassazione principalmente) che ha inserito nel suo programma avesse il coraggio di votarli assieme al PDL. E mi piacerebbe anche che non si facese strumentalizzazione e polemica per i prossimi 5 anni.
Una opposizione di questo tipo credo, consegnerebbe alla storia italiana anche Veltroni, oltre ad aiutare infinitamente il paese.
Secondo me è una utopia, ma sperare non costa nulla.
CAPITOLO 2 – LE REAZIONI
E' interessantissimo leggere le reazioni dei sinistri a questa debacle, prevedibile ma non prevista. Prima di tutto saluto Scalfari e Repubblica che stanno rosicando come non pochi, e che adesso cominciano quasi a fare pena, arroccati come sono alla chimera della loro superiorità culturale. Saluto anche Paolo Mieli, che al termine delle elezioni ha dovuto ammettere che probabilmente Berlusconi ha anche dei meriti, e dal quale mi attendo editoriali più realistici e meno faziosi dei precedenti.
Il popolo di sinistra però, continuo a capirlo veramente poco. I commenti vanno dagli apocalittici “è tornato lo psiconano sarà un disastro”, agli stantii “siamo circondati da buzzurri ignoranti fascisti”, ai “se la prenderanno con i kebabbari”, ai “come fanno a votare uno che ... conflitto di interessi... leggi ad personam.... Napolitano si deve dimettere.... Bossi e i fucili.... etc etc.”
L'elettorato di sinistra pare non rendersi conto del tempo che passa, pare non rendersi conto della mutata condizione delle famiglie italiane in questi due anni.
Esistono, e ve lo giuro anche se non ci credete, personaggi che han detto che questi due anni sono stati belli e produttivi. E non sono né TPS né Visco.
Sono increduli di fronte ad un risultato che doveva essere scontato, ed in effetti così è stato, ma che la solita retorica di sinistra ha voluto nascondere fino alla fine.
Cari sinistri, vi chiedo:
Ma non vi sentite presi per il culo quando un tizio vi racconta che “siamo in rimonta”, “è pareggio”, “gli exit poll confermano il pari”....
E poi scoprite che avete perso di 10 punti?
Non vi sorge il dubbio che vi raccontino balle sapendo di raccontarvele PERFINO sui sondaggi???? Che paghino le aziende che fanno exit poll e sondaggi per gonfiare i dati sulle loro performance?
No perché altrimenti dovreste ammettere che Berlusconi è sostanzialmente più in gamba di tutti gli altri, in quanto ogni volta presenta sondaggi completamente differenti.
Ogni volta i saccenti mentori di sinistra lo pigliano in giro, e alla fine invece ha ragione lui.
Credete veramente alla puttanata secondo cui gli italiani che votano a DX agli exit poll dicano il contrario?
Io due anni fa l'ho creduto. Ma era oggettivamente un altro clima, con scontri molto più accesi, che poteva anche renderlo plausibile.
Adesso no. Siccome non credo che i nostri sondaggisti siano “scarsi”, mi pare ovvio che i vostri mentori vi prendano ripetutamente per il culo, perché convinti che prospettare risultati migliori del previsto aumenti il numero di voti a proprio favore.
Il che mi pare, evidentemente una idiozia, visto che in due elezioni consecutive, i risultati ottenuti sono stati molto scarsi.
Adesso signori di sinistra, basta con le amenità. Basta con il Berlusconi venditore di fumo, SB imbonitore, piazzista. Supponete per favore che gli italiani lo abbiano votato non per le sue doti di venditore, ma per qualcos'altro.
Magari le priorità di Berlusconi sono le stesse della maggioranza dei cittadini?
Forse il popolo pensa che temi concreti come “Devo pagare 450 euro di ICI”, “Lo stato mi mangia ¾ di stipendio e non arrivo a pagare il mutuo”, “faccio 6 ore di straordinario a settimana e lo stipendio non cambia di una virgola” siano più importanti di
Dobbiamo togliere una rete a mediaset.
Dobbiamo limitare la pubblicità a mediaset
Dobbiamo finanziare l'arte la cultura, i raduni etnici etc.
Berlusconi farà il bene delle sue aziende personali...
Il vaticano, la P2 P3 e P4 ....
Il popolo non odia i canali di Berlusconi. Al popolo, della P2 non frega nulla quando non mangia, quando su giornalacci come Repubblica escono “i trucchi per arrivare alla fine del mese”.
I trucchi? ??????????????????????????????
Il popolo alla fine del mese ci vuole arrivare e anche bene. E se non ci arriva, allora fanculo all 'arte, alla cultura, ai DICO, al conflitto di interessi.
Il popolo si vuole lavare, vuole riscaldarsi, vuole avere le luci accese a casa.
Basta con i paladini del risparmio energetico, idrico, con la parsimonia nello spostarsi.
Ma per fare che? Per permettere ai politici di continuare a sprecare energia acqua e carburante per i loro comodi, mentre a noi è impedito????
Quando staremo nel paese di Bengodi, sarà con gioia che ci occuperemo di come aiutare il Kaffiristan, di come far arrivare l'acqua e la sanità in Zimbabwe etc. Ma non esiste che ci laviamo una volta alla settimana, oppure che dobbiamo ogni sera fare il giro degli elettrodomestici per risparmiare gli euro sulla bolletta della luce...
Poi, che le aziende di Berlusconi, eventualmente vadano bene, è un male per l'Italia?
Il popolo italiano ha detto di no.
Ma veramente credete che i vostri mentori, i vostri mestieranti della politica non siano li per fare i propri interessi???
Veramente credete che esistano politici che non fanno i propri interessi? E allora, perché sarebbe giusto tenersi Bassolindo e mandar via Berlusconi?
Nessuno crede che Dalema e Fassino si stavano intrecciando a doppio filo con la Unipol?
Qualcuno ancora crede nella verginità di un qualsivoglia politico???
E allora. Una volta accettato questo, i motivi per ritenere Berlusconi inferiore ad altri politici decadono tutti.
Ancora. Non siamo razzisti. Io personalmente vado matto per il kebab e per la cucina cinese. Ma è indubbio che la gestione, non dico neppure dell'immigrazione clandestina, perché non me ne frega nulla, ma quanto meno della certezza della pena per gli immigrati sia stata sbagliata. Ma come si possono accordare agevolazioni agli immigrati maggiori che agli italiani? E' una politica normale questa? Che permette agli stranieri di non pagare multe, di comprare case a tassi agevolati rispetto agli italiani, di avere sentenze differenti “perché disagiati”, mentre tutte queste cose non valgono per gli italiani?
Noi vogliamo la parità con gli stranieri. Non pretendiamo di essere trattati meglio. Ma non è possibile che lo Stato ci tratti PEGGIO.
E' vincente una teoria politica che parla di principio rieducativo della pena, che in nome di tale principio scarcera, diminuisce le pene, regala attenuanti, in un momento in cui la realtà ci dice che la gente non è sicura, che le rapine in villa hanno cominciato ad arrivare in tutti gli angoli più remoti d'Italia???
Quando la sicurezza sarà a livelli altissimi, possiamo parlare del principio rieducativo, di come reintegrare i vari colpevoli. Ma adesso, la gente ha bisogno di non dover aver paura che si venga assaltati di notte nella propria casa. E in questo momento, non gliene frega nulla di cosa succede al tipo che viene arrestato per il furto. Gli interessa che il tipo venga arrestato e che la sua vita sia tutelata.
C'è una scala di priorità che più o meno tutti rispettano. Ai gradini più alti c'è la sicurezza e il bilancio familiare. Basta preoccuparsi di eventuali “surriscaldamenti globali” che forse, tra centocinquant'anni alzeranno la temperatura terrestre di due gradi di media.
Adesso in Italia manca sicurezza e mancano soldi. In queste condizioni, delle menate antropologiche culturali, dei sofismi della sinistra su problemi che in scala di priorità si trovano 10 gradini più giù, alla gente non frega nulla.
Sempre meno comprendo le ragioni della dispersione dei voti.
I (pochi) liberali in Italia, sono passati dalla teoria dell'astensione, che ancora è appoggiata dal Movimento Libertario, alle curiose scelte "dure e pure" del tipo: PLI.
Per chi non lo sapesse, in Italia infatti, esiste un partito che si chiama Partito Liberale Italiano, che allo stato attuale delle cose si candida da solo ed è abbondantemente sotto, non solo la soglia per l'ingresso in camera e senato, ma addirittura sotto la soglia dell' 1% che permetterebbe il rimborso della campagna elettorale.
Altri elementi, meno liberali, ma sempre di area CDX, per ragioni anche esse di cuore, votano "La Destra".
Personalmente, come già spiegato in precedenza, lo ritengo un voto completamente inutile, in quanto questi partiti difficilmente eleggeranno un senatore, e quindi difficilmente conteranno più del due di spade con la briscola a coppe. Ma tant'é.
Si vuole sprecare il proprio voto, si faccia. C'è chi lo fa molto più efficacemente andando al mare (Mov Lib), ma de gustibus non est disputandum.
Quello che però mi fa rabbia sono le seguenti due errate giustificazioni alla presa di posizione:
1) Voto il partito X perché tanto sono comunque contro i comunisti / democratici.
2) Voto il partito X per evitare l' inciucio Veltrusconi.
Il primo punto è sbagliato, perché per effetto della legge maggioritaria, il voto al partito X contribuisce a diminuire i seggi spettanti ai comunisti ed ai democratici, solo se si verifica la seguente condizione:
Il PDL é egualmente il primo partito nella regione.
In questo caso, il voto ai partiti minori, ammesso che superino l' 8% diminuisce il numero dei senatori rossi.
Se il PDL, per effetto della dispersione perde la regione, inutile dire che i ringraziamenti ai piccoli da parte di Veltroni, si sprecheranno.
Questo potrebbe essere il caso del Lazio o dell' Emilia Romagna.
Quindi, se volete opporvi ai comunisti, votate i piccoli partiti, solo dopo che siete certi che senza i vostri voti il PDL vince lo stesso. Oppure preparatevi ad essere ringraziati dai comunisti.
Punto numero 2
Questa affermazione è sbagliata quanto la precedente. E questo per il semplice fatto che l'inciucio si avrà soltanto se né PD né PDL avranno la maggioranza.
A quel punto, succede che ci si deve alleare per forza.
E li torniamo al discorso precedente:
PDL + LaDestra hanno la maggioranza? Se sì, ci sarà l'alleanza tra questi ed un governo in comune.
PD + Rifondazione avranno la maggioranza? Se sì ci sarà l'alleanza tra questi ed un nuovo governo Prodi.
PDL + PLI avranno la maggioranza? No questo è impossibile.
Ma se le tre ipotesi suddette non si verificano, si deve fare per forza un governo di Grosse Coalition, che è quello che vorrebbe Casini.
Solo che il problema è il seguente:
Non può esistere un governo PDL + Casini +laDestra a causa del divorzio elettorale
Non può esistere un governo PD + Rifondazione + Casini a causa della fucilazione di Casini da parte del suo stesso elettorato.
Quindi la grosse coalition deve per forza includere SIA il PD che il PDL.
Ma a quel punto, PD e PDL, giustamente si chiedono per quale scopo dovrebbero imbarcare gli altri e il governo se lo fanno da soli.
E questo è l'inciucio che quelli che han disperso i voti tra PLI , La Destra, Consumatori riuniti, UDC volevano evitare......